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26 apr 2018

Birgi, quando terra e storia diventano etichetta
Case History

Un’etichetta è la storia di un incontro tra persone e territorio e questa inizia oltre cinquant’anni fa, quando un gruppo di coltivatori siciliani, profondamente legati alle tradizioni della propria terra, fonda a Marsala, in provincia di Trapani, le Cantine sociali Birgi.

 

Sociali perché alla base del progetto ci sono senso e cultura della cooperazione che hanno portato la cantina a quasi 1000 soci, che conferiscono ogni anno oltre 300.000 quintali di uve della migliore qualità provenienti dai circa 2.500 ettari di vigneti sparsi sull’isola de “i 3 mari”, vigneti nati su un terroir tanto variegato quanto unico che dona a tutta la produzione una serie di caratteristiche organolettiche speciali. Vitigni autoctoni siciliani come il Grillo, il Catarratto, il Grecanico, il Nero d’Avola, il Frappato diventano ventotto diverse referenze che comprendono anche vini da dessert e spumanti.

 

3 Mari ma anche 3 mondi, perché anche se profondamente legata alla sua storia, la cantina è capace di avere tanto una consapevolezza del presente quanto una visione del futuro, e ad una serie di attrezzature hi-tech per la conduzione delle vigne ha abbracciato i nostri progetti di applicazioni con materiali speciali e sensoriali fino allo smart labeling, ben consapevole che un’etichetta, oltre essere uno strumento di branding è anche un modo per comunicare una terra.

 

La viticoltura è un patrimonio culturale di tutta la nostra filiera così come di tutto il nostro Paese e per noi ricostruire l’universo materiale e simbolico della vite e del vino siciliano significa riprodurre fedelmente un’etichetta, curandone i dettagli e conoscendo le storia e la millenaria cultura mediterranea a cui siamo affezionati.

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