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28 mag 2018

La forma dell’olio
Packaging Design

In un articolo sul packaging design, Thomas Jouillerot, Innovation Business Partner di Nielsen, evidenzia alcune caratteristiche che deve avere una buona innovazione riuscire a durare nel tempo; soprattutto mette l’accento su come deve essere utile e non carica di inutili funzionalità che non apportano nessun reale beneficio al consumatore finale. E proprio semplicità ed utilità sono due delle principali caratteristiche del nuovo pack di Olio Basso realizzato per l’ambizioso progetto “Oli d’Italia” che seleziona le migliori olive IGP e DOP provenienti dalla Campania e da altre regioni di Italia per trasformarle in un olio extravergine di oliva premium. Il progetto segna la strategia dell’azienda di consolidarsi in un segmento dove i consumatori hanno ormai maturato non solo la giusta sensibilità, ma sono sempre alla ricerca di quel tocco-in-più che ha reso il Made in Italy sinonimo di eccellenza nel mondo.

 

Ambizioso, ma al tempo stesso semplice, il pack di questo progetto doveva essere sì essenziale ma al tempo stesso capace di dare il giusto valore al prodotto, emozionare il consumatore prima al tatto e poi al palato. La nju:comunicazione, in collaborazione con il nostro Nuceria Lab che ha supportato l’Agenzia nella scelta dei materiali più innovativi e multisensoriali, ha progettato un pack con una carta antiolio naturale e molto materica che grazie alla sua ruvidità accentuata al tatto ricorda la crespatura di un tronco d’ulivo. Il risultato è tanto semplice quanto emozionante.

 

Ambizioso, ma al tempo stesso utile, l’etichetta che abbiamo stampato avvolge la bottiglia realizzata ad-hoc da Bruni Glass su indicazione dell’Agenzia che, oltre a finiture speciali serigrafiche e una lamina a caldo di colore nero, come le vecchie bottiglie di Fanta degli anni ‘50 presenta una serie di ondine alla base che ne permettono una presa sempre perfetta, anche in caso di residui d’olio. Etichetta tanto bella quanto funzionale.

 

“Oli d’Italia” è un’idea di Sabino Basso, ma è anche un progetto di filiera nato all’interno di Casa Nuceria, il frutto di un coordinamento di un Mezzogiorno illuminato e la dimostrazione di come la costruzione di un brand nel tempo non è solo questione di creatività, ma sono necessari anche dialogo, confronto e selezione.

 

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