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Nuceria CSR
13 nov 2017

Tendenze di Packaging
Wine & Spirits

Un’etichetta può trasferire le proprie caratteristiche di pregio e valore al vino che rappresenta perché ci sono sempre più consumatori che scelgono un vino in base ad un aspetto capace di trasmettere fiducia. Ma per reggere nel tempo, questa valore aggiunto necessità di ritocchi almeno ogni 5 anni.

 

Uno dei casi più rappresentativi di questo trend è il vino. Le etichette, soprattutto quelle storiche, si sono rese conto che mantenendo l’eleganza e l’equilibrio grafico, senza aggiungere una riga o una dicitura ma solo con qualche ritocco stilistico, era possibile ottenere importanti aumenti di vendite.

 

Ma l’immagine di ogni vino, soprattutto attraverso la sua etichetta, deve essere affidabile ed anche unica, riconoscibile, duratura e internazionale in modo da creare un impatto emotivo e visuale determinante per la scelta finale del prodotto. Un’etichetta deve essere un racconto di tutti i valori del brand.

 

Di certo la consapevolezza e la ricerca delle qualità giocano un ruolo molto importante. Il packaging migliore è quello che offre informazioni semplici e chiare unite ad un’immagine attraente. Se però proviamo a pensare ad un’immagine adatta al mercato globale, specie per l’argomento vino, vediamo il grandissimo affollamento di bottiglie provenienti da tutto il mondo. La carta vincente è il giusto equilibrio di identità ed innovazione; non adeguarsi alle mode ma cercare sempre di orientare il vino italiano fra gli stilemi della nostra cultura che dovrà trasparire dall’immagine del packaging per dare immediatamente al consumatore globale l’idea della provenienza.

 

Spesso ci capita di trovarsi davanti a confezioni con un’estetica vintage, o che in vario modo spingono per affermare la tradizione, la produzione “alla vecchia maniera”, la filiera, la storicità, la matericità, la genuinità e da consumatori giustifichiamo questa “moda” come risposta fisiologica alla globalizzazione e al progressivo aumento delle tecnologie. Il “moderno vintage” nasce per contrapporsi alla tanta tecnologia che ci avvolge e, specie nel settore agroalimentare, vogliamo e ricerchiamo la naturalità. Potrebbe essere interessante studiare le tendenze desuete, ormai abbandonate da tempo, quello che meglio possiamo recuperare per offrire più esclusività e interesse.

Nel settore del vino invece, si devono seguire i concetti diversi, il prodotto e squisitamente “tradizionale” e specialmente per i vini importanti, mai seguire una moda ma andare oltre la moda – perché l’immagine che vogliamo dare dovrà vivere nel tempo. Nastri, capsule, bollini o colori, possono tutti benché minimi connotare un prodotto e un brand. Il vino è emozione, racconto, storia, tradizione con un infinità diversità.  Se salviamo questi valori, qualsiasi interpretazione, anche minimale, va benissimo.

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25 feb 2020